Dipinto astratto e colorato di Wassily Kandinsky

Insegniamo la libertà.

Recensione del libro “La ragazzina” di Valeria Parrella.

Ho sempre provato un po’ di tristezza per i bambini imbellettati, stretti e costretti in scarpine di vernice, gonnelline a tutù o giacchette.

Scarpette con le quali non si può correre.
Gonne che non ti permettono di buttarti giù dagli scivoli.
E giacche che frenano il lancio della palla.

E poi è possibile che questi bambini, già in tenera età, sappiano perfettamente che il nero e il blu scuro non si abbinano, che le righe sono nemiche dei pois e i calzini vanno sempre accoppiati?

Mi verrebbe da dire “beati loro”… io ho ancora così tanti dubbi al riguardo.

E ripenso a quella mattina quando mia figlia (avrà avuto circa 3 anni) venne in cucina e mi disse: “Mamma, guarda come sono bella oggi”. “Bellissima, amore mio”: pantaloni fucsia, calzini gialli, maglietta rossa a righe, capelli arancioni (ma su questo non possiamo farci nulla) con un cerchietto con un fiore rosa.

Anche se la somiglianza fisica è poca, sicuramente lo zampino del mio DNA si vede!

La libertà si insegna fin da bambini.

“Quando una persona è diversa dagli altri sono gli altri a diventare diversi e non tutti sono pronti a essere diversi, perché essere uguali è molto più rassicurante.”

da “LA RAGAZZINA” DI Valeria parrella

Siamo in un paesino francese. Nascere qui, isolati da tutti, nel 1412, donna, ribelle, diversa, non significa solo essere presa in giro, ma apre le porte all’esclusione totale.

Ma Jeanne ha una missione, lei sa che può e sa che deve farlo.

E va avanti quando la gente la chiama puttana perché crede in sé stessa.
E combatte quando la chiamano santa perché i miracoli non avvengono solo con la preghiera.
E si veste da uomo quando la chiamano vergine perché non crede negli stereotipi.
E vince quando la chiamano pazza perché ha agito.

“Prova a dirmi una cosa che sogni”.
“Ma io non prego perché il Signore esaudisca i miei sogni”.
“E per che cosa, allora?”

“Io dico: Signore, dammi essere abbastanza per i sogni che ho”.

da “la ragazzina” di valeria parrella

Sogni di libertà e in libertà, aggiungo.


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