S-cambiare.
Cambiare prospettiva. Scambiare casa.
Questa estate ho abitato a Bruxelles, a Gand, ad Anversa… Poi di nuovo a Bruxelles e ho proseguito fino Pingjum, in Frisia. Alla fine ho raggiunto Occhiobello ed ho scelto il Lago di Garda come ultima abitazione.
Ho condiviso la mia quotidianità con le piante di Violaine da annaffiare… sul tetto.
E poi ci sono state le uova da raccogliere, il gatto da accudire ed il giardino da curare nella casa di Griet.
Marteen mi ha lasciato la spazzatura da buttare.
Annelies mi ha fatto entrare nel suo mondo di arte, creazioni e tantissimo disordine. Annick mi ha permesso di godermi un po’ di riposo: unica casa in Belgio con il bagno raggiungibile senza fare almeno un piano di scale!
Alessandra mi ha deliziato con una marmellata fatta in casa dalla suocera (un dolce pensiero contro il caldo estenuante).
E alla fine Anna mi ha dato la possibilità di vivere in una casa high-teck di ultima generazione.
No, miei cari lettori disordinati, nessuna vincita improvvisa.
Quest’anno ho solo scelto di S-cambiare.
Quando ormai ti porti dietro la nomea di quella strana, certe decisioni le prendi con una certa leggerezza perfettamente in linea con il tuo stile di vita e con quel menefreghismo che solo i capelli bianchi danno.
Lo scambio casa non significa solo dare le tue chiavi nelle mani di qualcun altro (che non conosci) ma affidare a lui/lei la tua quotidianità, affinché non solo la rispetti, ma se ne prenda cura.
Significa cambiare prospettiva (abitare davanti ad un cimitero), cambiare abitudini (svegliarsi all’alba per dar da mangiare alle galline), rimodulare il viaggio (non stare al lungo fuori perché il gatto deve essere accudito). Ed essere aperti alle novità.
Quanti di voi hanno vissuto in una casa il cui giardino era quello del cimitero, con affaccio diretto sulle tombe? Pingjum non sapevo neanche dove fosse collocato nel mondo, poi ho accolto la richiesta di Annelies (“vicino al cimitero” citava l’annuncio) e mi sono trovata catapultata in un paesino ai confini dell’Europa.

No, cari lettori, non è per tutti.
Non è il risparmio economico (seppur notevole) a spingervi in questa nuova dimensione.
Può scambiare solo chi è realmente intenzionato a cambiare. E se vi sentite aperti a questo cambiamento, allora sì che avviene la rivoluzione. Non fai più una vacanza in un altro luogo, ma vivi quel luogo, sei cittadino onorario al 100%.
Nei tanti scambi che ho fatto è curioso notare come si possa stilare un identikit dello scambiatore:
- Professione: insegnante, designer o creativo in generale
- Passioni: viaggi, lettura
- Famiglia: spesso con figli (anche piccoli)
- Carattere: estremamente cordiale, aperto al confronto
E per concludere provo a razionalizzare qualche pregiudizio:
- Che schifo dormire nel letto di qualcun altro.
Pensate veramente che quando prenotate una casa con Booking o Airbnb in quel letto non ci abbia dormito nessuno prima di voi? - E se è sporca?
Rischio da correre. Ogni cultura ha il suo grado di igiene. In Belgio, per esempio, i bagni erano impeccabili; sulle stoviglie della cucina avrei qualche dubbio. Ma lo stesso principio di sporco/pulito si applica anche a una casa vacanze e, sicuramente, se ci abiti, la casa la curi di più
E alla fine sono tornata nella casa indicata come mia residenza.
Mi fa riflettere come, in genere, negli ultimi giorni di vacanza non veda l’ora di tornare alla mia routine, alle mie cose. Quest’anno no. In ogni casa ho avuto una routine diversa, ma pur sempre mia.
Al prossimo scambio.
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