Recensione del libro “Le Streghe di Manningtree” di A.K. Blakemore

Le Streghe di Manningtree” di A.K. Blakemore.

Le streghe di Manningtree di A. K. Blakemore: recensione di un romanzo storico sulla caccia alle streghe nell’Inghilterra del Seicento.

“Aiutatemi. Aiutatemi, John, a sradicare il loro marciume. Solo allora vi sarà pace.
Non capite? Dobbiamo essere noi a cominciare. Dobbiamo essere noi uomini.
Siamo stati posti sopra di loro per guidarle, per nutrirle. E per punirle”:

Le Streghe di Manningtree di A.K. Blakemore.

Se isolassi alcune frasi, saremmo così certi di leggere un libro ambientato nel 1643 e non uno degli assurdi fatti di cronaca che, sempre più frequentemente, animano i nostri giornali?

Nella verde brughiera inglese, dove la nebbia dona forza e mistero alla paura e al pregiudizio, si ambienta il nostro racconto.

Sembrerebbe la semplice storia di contadine, nelle loro faccende (poche) quotidiane, che si intreccia a quelle di altre famiglie del paese. 

Se poi non arrivasse il PECCATO.
Quel senso di colpa che rende tutti sospettosi.
Quella paura per l’ignoto a cui bisogna dare una forma.
Quel bisogno di dare un nome, quando non vogliamo dire il nostro.

Il peccato giunge a Manningtree con la forza e la sorpresa di un temporale estivo e, come questo, inonda il paesino, ma lo fa in maniera selettiva, come se sapesse che solo le DONNE non sanno nuotare.

E così annegano, nell’ignoranza e nella maldicenza.
Streghe, meggere, prostitute.
Vengono arrestate, imprigionate, impiccate e gettate via proprio come qualcosa di sporco.

Una si salverà, mentendo e vivendo nel peccato.

“Vorrei tanto accogliere la dolcezza del peccato.
Peccare con trasporto è, dopotutto, l’unica prerogativa del dannato”.

La cosa che più mi ha colpito è l’epilogo del libro:

Il romanzo Le streghe di Manningtree di A.K. Blakemore è ambientato in Inghilterra nel 1643, durante la guerra civile, e si basa su fatti storici reali relativi alla caccia alle streghe avvenuta a Manningtree.

Non una storia. Ma un vero fatto di cronaca. 
Per riflettere. Per non dimenticare. Per non ripetere.

Buona lettura disordinata.
E ricorda che si accettano consigli di lettura!


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