Un giorno, per caso, a Roma.
Un giorno a Roma può cambiare prospettiva: racconto di un incontro inatteso e di una città che sorprende sempre.
Se ti è concesso di guardarla con occhi diversi, allora non puoi che rimanerne rapito.
Roma ti toglie il fiato. Ti ingloba nella sua maestosità senza tempo né confini.
Se sei un turista ti lasci trasportare dai suoi ritmi veloci e sconnessi apprezzandone l’imprevisto dietro ogni vicolo.
Se sei un Romano subisci i trasporti lenti e mal funzionanti, il traffico incessante, i rumori che ti fanno sfuggire la città.
Girovagando per Roma da turista romana, resto affascinata da questo villaggio globale che è la città.
Americani che si fanno il bagno cercando di bere dai famosi nasoni romani.
Giapponesi in diligente attesa alla fermata dei tram… che chissà quando passeranno.
Nord europei sfiancati dal caldo.
E poi pellegrini, giovani, turisti, scolaresche.
Tanti colori. Tante nazionalità. Ancor di più, lingue e credi religiosi.
Roma è questa: un gran caos.
Ma mi piace vederlo in questa veste di caos creatore: aperto ed accogliente.
E ti ricordi delle pagine di storia dove la forza dell’impero romano era proprio la multietnicità.
E tristemente pensi al risultato del referendum di qualche giorno fa sulla cittadinanza: bassa affluenza, quorum non raggiunto. Ancor più bassi i voti a favore.
Un appunto disordinato per uno spunto di riflessione.
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