Allenamento al volo libero.
Alla scoperta dei rapaci:
quando gli insegnamenti vengono dalla natura.
C’era una volta, in un paesino sperduto del Friuli, arroccato tra pini e rocce, un nido non convenzionale. Aveva il tetto, le pareti, tavoli e sedie.
Del nido non ricordava nulla, se non il calore.
Lì, da anni, lontani da occhi urbani ormai ciechi alle emozioni, abitavano L. e il suo compagno di vita T.
Aperti alla vita, hanno deciso di allargare la loro famiglia.
La genitorialità ha tante sfumature:
sono papà e mamma quelli che ti accolgono con amore, senza se e senza ma.
Con una storia un po’ magica (come i luoghi che la ospitano) inizia questo racconto che di fantastico ha davvero tanto.
L. è un falconiere sportivo e le sue figlie hanno tutte le piume, le ali e il becco.
C’è chi il lavoro lo fa per dovere, pochi per piacere, L. e T. lo fanno per devozione.
È un incontro uomo-natura, dove la natura detta le regole e l’uomo deve rispettarle:
LENTEZZA
Niente scatti, movimenti violenti, improvvisi.
Assaporiamo ogni singolo gesto.
SILENZIO
Non si urla, bisogna modulare la voce.
Impariamo ad ascoltare.
ATTESA
Sono loro a decidere se e quando avvicinarsi a te.
Usciamo dalla nostra ottica del tutto e subito.
RISPETTO
Non sono giochi, ma esseri viventi e come tali vanno trattati.
Accogliamo le differenze, accettiamole senza imporre le nostre verità.
E con lentezza, silenzio, attesa e rispetto è avvenuto il contatto.
Nessuna paura, solo un’accettazione reciproca dei propri confini.
Buffo vedere che, ali o gambe che siano, abbiamo tutti gli stessi atteggiamenti sociali: ansia, gelosia, irascibilità, euforia. La natura è natura.
Ogni notte L. e T. si svegliano per alimentare i propri piccoli ed allenarli al volo libero. Ogni notte corrono il rischio che un gufo non torni.
Ma ogni notte i gufi decidono di tornare probabilmente perché hanno capito che sono liberi.
Grazie ad Ali nella notte per questa esperienza di vita.
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