“Il fiore del desiderio” di Chitra Banerjee Divakaruni.
Il fiore del desiderio di Chitra Banerjee Divakaruni è un romanzo che racconta amicizia, desiderio e identità attraverso la storia di due donne sospese tra tradizione e cambiamento.
Oggi il mio pensiero corre tra dolore e ricordo, in quello spazio sospeso in cui la memoria fa male e allo stesso tempo salva.
Dopo un’assenza dovuta al disordine giornaliero, proprio oggi ho avuto bisogno di scrivere.
Spinta dal ricordo, dall’imprevisto, dal dolore.
A mia mamma, a 10 anni dalla morte.
A Manuela, che oggi l’ha raggiunta.
“È così che si affronta il dolore, tuffandocisi a capofitto e aprendo le mani”.
“Il fiore del desiderio” di Chitra Banerjee Divakaruni
Tutto rallenta fino quasi a fermarsi.
La terra cede sotto i piedi, vieni risucchiata.
Non senti.
Non vedi.
Emetti suoni che non sono parole.
Arriva veloce il colpo.
Ti lascia senza fiato.
Ci sono momenti in cui la vita ti viene sbattuta in faccia e non puoi schivare il colpo.
Devi accoglierlo.
Devi vomitare.
Contorcerti dal dolore.
E fa male.
E piangi.
E soffri.
E ti trascini carponi perché non hai la forza di stare in piedi.
E ridi e speri perché nel confuso circolo dell’esistenza nascita e morte ballano insieme un difficile valzer del quale non conosci e passi.
E anche il frutto di questo pensiero è confuso, affidato al caso.
“È così che affrontiamo il dolore.
“Il fiore del desiderio” di Chitra Banerjee Divakaruni
I morti sono gocce d’acqua salmastra mista a cenere,
e fluttuano nell’aria.
Salgono? Precipitano giù? Non fa differenza.
La curvatura della terra si è trasformata in un sorriso”.
Nella condivisione, si supera anche il dolore.
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