Macchina fotografia per un viaggio a Bologna

Silenzio. Siamo a Bologna.

Silenzio siamo a Bologna:
ci sono luoghi e momenti in cui le parole si fermano e resta solo la memoria.

“…Oh quanto eravam tutti artistici,ma senza pudore o vergogna
cullati tra i portici cosce di mamma Bologna…”

da “Bologna” di Francesco GuccinI

Abbassa la testina sul giradischi e parte la musica.
Un rock anni settanta.
Jazz e blues che si alternano.
La gente si muove freneticamente, canta, qualcuno muove qualche passo di danza.

Calici di vino che si alzano, brindisi, la mortadella tra i denti.
Strumenti improvvisati, braccia in alto in segno di protesta.
Manifesti antifascisti mezzi strappati.
Il rosso che domina.

Fai un passo, fanne un altro, fai la giravolta…
Alza la testina dal giradischi e la musica termina di colpo.
Sei fuori dal centro.
Ma è sempre la stessa città?
Dov’è finita la gente?
E i rumori?
E la musica?

Resoconto di un week-end di una romana in sosta a Bologna:
Esiste davvero una città dove, a pochi passi dal centro, governa il silenzio?
Si possono davvero coinvolgere tutti i cittadini in una manifestazione contro la guerra?

Gradevolmente stupita, lascio il caldo torrido della vecchia signora.
Sempre con un pezzettino in più*, come da ogni viaggio.

* se non lo avete fatto, leggete Pezzettino di Leo Lionni, libro per bambini con tanto da insegnare.


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